venerdì 5 maggio 2017

La specie più folle

 
Vedo delle foto bellissime di frutta e ortaggi sui vari gruppi social mostrate in modo orgoglioso dall'ortolano di turno. Mi viene spontaneo chiedere quali cure hanno prodotto questi risultati e la risposta è sempre la stessa: concimi chimici, pesticidi, anticrittogamici. 😔
Proprio ieri leggevo la risposta di un signore che per il problema della bolla consigliava questo:
"In tardo autunno dai fosforo e potassio circa 1 kg a pianta. Alla ripresa vegetativa usa solo nitrato ammonico circa 500 grammi a pianta. In tardo autunno fai dei trattamenti di copertura con anticrittogamici preventivi soprattutto per la gommosi (corineo), i ditiocarbammati vanno bene maneb, mancozeb, ecc.. questi principi attivi funzionano anche sulla bolla. Fai un trattamento al mese. In primavera inoltrata se hai problemi con gli afidi, cocciniglie, usa il confidor ancora buon prodotto per contenerli".
Mi sono cascate le braccia. E' impensabile dover usare tutti questi prodotti su una pianta. Non mi meraviglio del fatto che molti sono convinti che le piante da frutto abbiamo al massimo 10 anni di vita. Al mio vicino (affettuosamente chiamato da me 'il chimicone') sono morte varie piante di agrumi e ciliegi. Adotta un'agricoltura a detta sua 'tradizionale'. Forse è la parola tradizionale che ci frega. Di solito ciò che è tradizionale è buono, si è sempre fatto ed è da seguire ad occhi chiusi.
Ma io non credo che nella vera tradizione dell'agricoltura si concimasse con nitrato ammonico.
Inoltre usare confidor, rogor, ziram in primavera sulle piante in fiore è dannoso per gli insetti utili.

L'ortolano tradizionale aveva amore per la terra, non avrebbe mai buttato veleni. Sperimentava metodi di difesa delle piante a varie malattie a basso costo con quello che disponeva, es. bottiglie di aceto e miele appese agli alberi per la mosca dell'olivo. 
L'ortolano moderno è un impresario che non vive in campagna, ma in città. A volte sta sul posto per controllare che i suoi operai lavorino bene. Ha operai per la potatura e la raccolta, ha operai per arare e diserbare la sua terra, ha operai per i vari trattamenti con gli atomizzatori. Ha mani solamente al portafoglio. Ed è orgoglioso della sua terra che chiama 'La Mia Azienda' (tratto da una storia vera ahimè).
Ma non parlo di grandi aziende. Parlo anche di hobbisti. E questa è la cosa più grave.

Oggi per caso sono capitata in un terreno abbandonato. Sono rimasta a bocca aperta per mezz'ora. 


Al centro solo selvatiche e tutt'intorno cespugli di ogni genere. Una specie di foresta: ciliegi, fichi, corbezzolo, melograni, peri, agave, orchidee, ulivi, more, cardi, carrube, asparagi. Quasi tutto nato spontaneamente. Un pezzo di macchia mediterranea in mezzo a monocolture di ulivo, terreni arati e diserbati.

 


"L’uomo è la specie più folle: venera un Dio invisibile e distrugge una Natura visibile.
Senza rendersi conto che la Natura che sta distruggendo è quel Dio che sta venerando."

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