giovedì 3 agosto 2017

Seconda Primavera

(tagete alto)

E' sempre una sorpresa passeggiare nell'orto e scrutare i movimenti delle piante e degli insetti, l'interazione tra di essi, i nuovi colori...

 (menta in fiore)

Siamo ai primi di agosto e mai mi sarei aspettata di avere un orto-giardino così rigoglioso e colorato. La potrei definire la 'Seconda Primavera'. Molte piante che dovrebbero essere giunte alla fine del proprio ciclo vitale sono esplose letteralmente invadendo nuovi spazi e fiori di mille colori fanno da contorno a questo splendido quadro.



Tutto intorno all'orto regna l'aridità. L'erba si è seccata inesorabilmente, anche la gramigna sembra essersi spenta. Oramai non piove da troppi mesi e nei prossimi giorni sarà ancora peggio.

(tagete)

Ma questo piccolo pezzo di terra resiste e continua ad offrimi cibo e benessere psico-fisico.

(origano in fiore)

Ci vorrà ancora qualche anno prima che si instauri un vero e proprio equilibrio, è solo il primo anno per questo pseudo-orto-sinergico.

(fagiolini metro, melanzane viola, tagete e caroselli)

Ci vogliono circa quattro anni per far sì che entri in pieno regime e che non abbia più bisogno di concime e acqua costante. 


Ma sono convinta che la costanza e l'amore per il mio piccolo angolo di paradiso continuerà a ripagarmi.

(timo in fiore)

A presto cari amici...

mercoledì 19 luglio 2017

Spirito libero


Tutto ciò che è abituale intesse intorno a noi una rete di ragnatele che diventa sempre più salda; e ben tosto ci accorgiamo che i fili sono divenuti corde e che noi stessi vi stiamo in mezzo come un ragno che vi si sia impigliato e che debba nutrirsi del suo stesso sangue. Perciò lo spirito libero odia tutte le abitudini e regole, tutto ciò che è durevole e definitivo, perciò lacera sempre di nuovo, con dolore, la rete intorno a sé: benché in conseguenza di ciò sia destinato a soffrire numerose, piccole e grandi ferite – giacché quei fili egli li deve strappare da sé, dal proprio corpo, dalla propria anima. Egli deve imparare ad amare là dove prima odiava, e viceversa.
(Friedrich Nietzsche)

martedì 18 luglio 2017

Appunti di Permacultura I



Ci sono tanti aggiornamenti che non ho ancora postato. Adesso sono più libera, putroppo un esame di lavoro aveva assorbito tutto il mio tempo, ma adesso posso dedicarmi con tutta me stessa alla mia passione e condividere il mio quotidiano ortolano.
Da qualche settimana sto studiando un bel libro centrato sulla Permacultura, si chiama Orto Giardino di Gaia. E' ben strutturato e spiega passo per passo come progettare un ambiente in base alle proprie esigenze oltre a spiegare alcune basi essenziali dalle quali partire.
Munita di carta e penna inizio a scarabocchiare qualcosa, ma c'è qualche ostacolo che spesso mi frena. Sono un'eterna indecisa che cambia pensieri, desideri e necessità mille volte al giorno.
Progettare per me significa decidere definitivamente quali sono le mie necessità e come collocare gli elementi per andare incontro a queste.
Non è per niente facile! Ma vediamo un pò...

Allora l'autore del libro dice di pensare in primis a cosa vogliamo dall'ambiente in cui viviamo e dopo al come.
Quindi, COSA voglio dall'ambiente dove vivo?
  1.  Prima di tutto mangiare, vorrei essere autosufficiente in tutte le stagioni per quanto riguarda  frutta, verdura, ortaggi e uova.
  2.  Avere un ripostiglio per conservare tutto ciò che non trova posto in casa. 
  3.  Ripararmi dal vento di tramontana che affligge il lato nord della casa e del terreno.
  4.  Creare biodiversità per piante, insetti e animali.  
  5.  Ombreggiare le due cisterne d'acqua (una di acqua potabile e l'altra di acqua piovana) solo d'estate per impedire che l'acqua abbia troppe escursioni termiche ed evapori.
  6.  Rilassarmi e godere degli spazi: angoli relax, panchine immerse nel verde, amaca, angolo lettura, piscina (?).
  7.  Nascondere alla vista il bombolone GPL interrato.
  8.  Ripararmi dai trattamenti che effettua il vicino sul lato nord-ovest del terreno.
  9.  Un laghetto con i pesci.
  10.  Ombreggiare il posto per l'auto.
  11.  Siepe intorno al recinto.
  12.  Piccolo parco giochi per i bambini.

Non mi viene altro in mente. Da è già un buon punto di partenza.
A questo punto mi riservo un pò di tempo per osservare il mio ambiente e annotare alcuni appunti che mi serviranno per la fase successiva.

A presto :*


  



 

mercoledì 7 giugno 2017

Cercasi ombra


Stamattina come al solito passeggiata con il cane e poi giro di ricognizione negli orti prima di andare a lavorare.
Guardo i peperoni e penso che sto sbagliando ancora.. l'anno scorso il sole li ha bruciati, i frutti crescevano bene ma dopo un pò presentavano macchie da ustione.
Dove ho pensato di fare l'orto c'è poca ombra, solo un bancale prende ombra nel pomeriggio e lì ho piantato i pomodori che ho scoperto quest'anno amanti più che mai del sole.
Vabbè sbagliando si impara! Ma devo rimediare.
Ho pensato di accatastare le frasche degli ulivi (che devo ancora ripulire) sul lato a sud per ombreggiare, ma oltre a servire come base per il nascondino dei miei dolci felini ombra non ne fa.
Mio padre ha costruito (sempre con materiali di riciclo) una specie di recinto per poggiare una rete ombreggiante. Ok, il recinto mi piace, ma la rete no!

Così stamattina mentre innaffiavo le innumerevoli piantine sotto il portico ho pensato di spostare quelle rampicanti poggiandole al recinto. MERAVIGLIA!

Dalla foto può sembrare disordinato, ma vi assicuro che dal vivo - per la concezione che ho io di orto - è meraviglioso. Penso a quando fioriranno gelsomino e crisantemo regalando colori e polline per le apine e mille mila insetti. Non vedo l'ora.
 
Dovrò aggiungere altre piante più grandi e rampicanti per far ombra, ma già così mi piace da morire.
Finalmente i peperoni avranno un pò di tregua!

martedì 6 giugno 2017

Sfruttamento delle Risorse

 
Uno dei principi della Permacultura è lo sfruttamento delle Risorse. Bene!
Mio padre è sempre stato appassionato di pesca e spesso e volentieri costruisce da sè le reti da pesca con tanta pazienza e dedizione.
Ho piantato i fagiolini metro su un bancale su due file al centro e stavo pensando di migliorare il metodo dell'anno scorso per farli arrampicare. La scorsa estate avevo usato un bastone per ogni pianta incrociandoli sulla parte alta tipo capanna. Questo metodo tuttavia non mi aveva soddisfatto molto, perchè tendevano a salire e poi li vedevo vagare in alto senza un appiglio.
Ho pensato quindi di tenere occupato mio padre coinvolgendolo nella sua passione: costruire una rete per i fagiolini.
Tra una catasta di roba inutilizzata ho trovato un vecchio scaffale di legno di Ikea, l'abbiamo smontato e utilizzato tre bastoni come supporto per la rete.
Poi abbiamo utilizzato corda e filo di ferro per realizzare le righe orizzontali. Su queste righe successivamente ha cucito la rete.
Il giorno dopo la costruzione della rete i fagiolini hanno iniziato la scalata. Anche loro sono stati contenti di questa scelta.

L'idea iniziale era di realizzare una rete smontabile per utilizzarla all'occorrenza. Ma mi piace messa lì così e pensandoci bene potrebbe servirmi tutto l'anno per piselli, fagioli, fagiolini.

E quando non c'è nulla che si possa arrampicare posso giocarci a Ping Pong. :P

martedì 9 maggio 2017

Opinione sull'alternanza


Le premesse sono buone. Questo è l'anno di carica, così dicono in molti.
E' un pò presto per dirlo, ma per me questo dovrebbe essere il secondo anno di carica. Gli alberi stanno benone e sono pieni di mignole che presto fioriranno.
Una buona parte cadrà nel terreno, ma conto che almeno il 50% resti su.
Non credo molto nell'alternanza dell'ulivo, piuttosto penso che praticando delle buone pratiche costanti (concimazioni ammendanti e naturali, leggere potature per sfoltire la chioma ed un pò d'acqua) loro possano raggiungere una specie di equilibrio e produrre più o meno sempre lo stesso.
Ovviamente parlo in base alla mia esperienza. I miei alberi producono ogni anno all'incirca gli stessi quintali di olive e gli stessi litri di olio.
Gli unici squilibri li ho avuti in due occasioni: una volta per colpa dei potatori che hanno dimezzato la chioma dei miei poveri ulivi e l'altra volta per aver dato retta ad un vicino il quale sosteneva che i miei alberi fossero deboli e avessero bisogno di un buon concime azotato.
L'anno successivo alle potature drastiche gli ulivi hanno prodotto poco più di un quintale.
L'anno del nitrato ammonico hanno prodotto 9 quintali.
Di solito la loro resa è di 4.5-5 quintali ad anno. Quindi ci siamo, la media è sempre 5. Se non mi avessero potato così tanto gli alberi e se non avessi usato quel concime chimico avrebbero prodotto normalmente 5 quintali.

Quest'anno è diverso. Mi sono presa cura di loro, senza sentire nessuno, osservandoli e ascoltandoli, ma senza interferire nel loro naturale corso.
Sono 25 alberi, di cui alcuni centenari e altri più piccoli e meno produttivi. Alcuni non hanno mai portato olive, avevano bisogno di cure. Adesso stanno bene. Immagino e spero che la loro resa salga.
Ne sarei felice, sarebbe la loro naturale risposta alle mie attenzioni.

sabato 6 maggio 2017

Esperimento estate 2017 (parte II)


I pomodori continuano a crescere. Questa è la pianta più grande e sana rispetto alle altre.
Iniziano ad intravedersi i primi boccioli, a breve si apriranno.


I fagioli cannellini sono spuntati e presentano le prime foglie. Per evitare che le limacce banchettino allegramente con le loro giovani e saporite foglioline ho circondato la fila con cenere di legna.
Sembra che stia funzionando.


Anche il tagete seminato a spaglio ha messo fuori la testolina.


Sono un pò preoccupata per una specie di ruggine che si presenta sulle foglie basse dei pomodori.


Dovrebbe trattarsi di Mal Bianco dovuto all'eccessiva umidità di questa strana primavera e agli sbalzi di temperatura.

Speriamo che il tempo si aggiusti.

venerdì 5 maggio 2017

La specie più folle

 
Vedo delle foto bellissime di frutta e ortaggi sui vari gruppi social mostrate in modo orgoglioso dall'ortolano di turno. Mi viene spontaneo chiedere quali cure hanno prodotto questi risultati e la risposta è sempre la stessa: concimi chimici, pesticidi, anticrittogamici. 😔
Proprio ieri leggevo la risposta di un signore che per il problema della bolla consigliava questo:
"In tardo autunno dai fosforo e potassio circa 1 kg a pianta. Alla ripresa vegetativa usa solo nitrato ammonico circa 500 grammi a pianta. In tardo autunno fai dei trattamenti di copertura con anticrittogamici preventivi soprattutto per la gommosi (corineo), i ditiocarbammati vanno bene maneb, mancozeb, ecc.. questi principi attivi funzionano anche sulla bolla. Fai un trattamento al mese. In primavera inoltrata se hai problemi con gli afidi, cocciniglie, usa il confidor ancora buon prodotto per contenerli".
Mi sono cascate le braccia. E' impensabile dover usare tutti questi prodotti su una pianta. Non mi meraviglio del fatto che molti sono convinti che le piante da frutto abbiamo al massimo 10 anni di vita. Al mio vicino (affettuosamente chiamato da me 'il chimicone') sono morte varie piante di agrumi e ciliegi. Adotta un'agricoltura a detta sua 'tradizionale'. Forse è la parola tradizionale che ci frega. Di solito ciò che è tradizionale è buono, si è sempre fatto ed è da seguire ad occhi chiusi.
Ma io non credo che nella vera tradizione dell'agricoltura si concimasse con nitrato ammonico.
Inoltre usare confidor, rogor, ziram in primavera sulle piante in fiore è dannoso per gli insetti utili.

L'ortolano tradizionale aveva amore per la terra, non avrebbe mai buttato veleni. Sperimentava metodi di difesa delle piante a varie malattie a basso costo con quello che disponeva, es. bottiglie di aceto e miele appese agli alberi per la mosca dell'olivo. 
L'ortolano moderno è un impresario che non vive in campagna, ma in città. A volte sta sul posto per controllare che i suoi operai lavorino bene. Ha operai per la potatura e la raccolta, ha operai per arare e diserbare la sua terra, ha operai per i vari trattamenti con gli atomizzatori. Ha mani solamente al portafoglio. Ed è orgoglioso della sua terra che chiama 'La Mia Azienda' (tratto da una storia vera ahimè).
Ma non parlo di grandi aziende. Parlo anche di hobbisti. E questa è la cosa più grave.

Oggi per caso sono capitata in un terreno abbandonato. Sono rimasta a bocca aperta per mezz'ora. 


Al centro solo selvatiche e tutt'intorno cespugli di ogni genere. Una specie di foresta: ciliegi, fichi, corbezzolo, melograni, peri, agave, orchidee, ulivi, more, cardi, carrube, asparagi. Quasi tutto nato spontaneamente. Un pezzo di macchia mediterranea in mezzo a monocolture di ulivo, terreni arati e diserbati.

 


"L’uomo è la specie più folle: venera un Dio invisibile e distrugge una Natura visibile.
Senza rendersi conto che la Natura che sta distruggendo è quel Dio che sta venerando."

giovedì 4 maggio 2017

Raccolti di Maggio


Finalmente un pò di caldo e sole. La notte rinfresca ancora, ma di giorno si sta bene. E ogni mattina lasciare la terra per andare in ufficio diventa sempre più difficile.
Passo le ore a rimirare ogni singola piantina, ogni fiore sbocciato per caso, non risparmio neanche le erbette spontanee. Le guardo tutte.




Stanno iniziando a fiorire le cicorie. Ce ne sono tantissime nella mia terra, dovrei tagliare l'erba ma non vorrei perdermi la loro fioritura. Attendo impaziente.
Intanto i miei vicini guardano la mia terra 'disordinata' con disgusto. Le loro terre sono ben arate, diserbate chimicamente e loro sono contenti così.


 L'orto procede bene. Si intravedono i primi pomodori piccadilly.


L'erba cipollina è in piena fioritura. La uso ogni giorno in insalata. I fiorellini rosa nell'insalata fanno storcere il naso al mio uomo ma alla fine ne apprezza il sapore. :)


Ho raccolto la prima bietolina. Anzi le prime ad assaggiarla sono state le lumache.
Non mi sono sembrate molto saporite. Proverò con la seconda raccolta.


Ogni giorno raccolgo qualche buona fragola, sempre tempestivamente prima dell'arrivo di volatili, arvicole, lumache, porcospini.

Coltivo tutto con amore rispettando il corso della natura e le sue bizze. E lei mi ripaga sempre.

martedì 2 maggio 2017

Acquisti compulsivi


 
Sabato è stata una giornata piovosa, la pioggia ci voleva, la terra ormai era deserto. E' stata lenta e continua per tutto il giorno. Perfetta.
Approfittando dell'impossibilità di lavorare in campagna, sono andata a fare un giro.
Per caso (per caso eh :P), mi son ritrovata davanti ad un nuovo vivaio aperto da poco in periferia e la curiosità è donna.
Pieno di fiori di tutti i tipi, mi prudevano le mani, avrei voluto acquistare tutto.
Sono uscita dal vivaio solo con una Barba di Giove (o Drosanthemum hispidum), due lavande (?), un sacchetto di terriccio arricchito con humus di lombrico.



Non mi ha entusiasmato la poca conoscenza delle piante da parte del proprietario. Alla mia domanda per capire quale varietà di lavanda fosse quella che stavo acquistando la risposta è stata: boh! Ovviamente non sono lavande, non emanano alcun odore. Si tratta di un tipo molto particolare di salvia: salvia farinacea. Fiorisce da aprile a fine estate, ha foglie sottili senza alcun odore, può essere perenne o annuale in base alle temperature. Se subisce temperature molto basse può seccarsi completamente in inverno.


Le piantine di zucchine e cetrioli trapiantate settimana scorsa non hanno retto, erano già rovinate quando le ho acquistate. Così ho rifatto la scorta questa volta con piantine sane e un pochino più grandi.


Domenica approfittando di un sole caldo ed una giornata stupenda ho trapiantato zucchine, caroselli, sedano, melanzane bianche e qualche piantina di tagete e calendula del semenziaio.  
Mentre ieri ho seminato spinaci e ravanelli provando un nuovo sistema. Dato che il mio terreno è molto argilloso e dopo una pioggia diventa cemento, ho ricoperto una fascia del bancale con terriccio buono e seminato lì due file. Quando saranno spuntate le piantine coprirò con pacciamatura per mantenere l'umidità.


Intanto ho montato il sistema di irrigazione goccia a goccia che mi aiuterà ad avere più tempo libero, mi farà risparmiare acqua (preziosissima) e darà il giusto apporto idrico a tutte le giovani piantine.

lunedì 24 aprile 2017

Un pò guerriera

 

Ognuno di noi può lasciare un contributo su questa terra. Coltivare un pezzo di terra, salvaguardare e moltiplicare determinate erbe o piantare alberi penso che sia il gesto più nobile che possiamo fare nella nostra vita.
Molti agiscono nel contrario, cementificano, diserbano, deforestano per interessi soprattutto monetari, ma cosa lasceranno su questa terra e alla propria prole?
Non mi è mai interessato arricchirmi di soldi, piuttosto penso che si possa vivere veramente con poco, ma a stretto contatto con la Natura.

Nulla rende meglio l'idea della profezia degli Indiani Cree:

Solo dopo che l'ultimo albero sarà stato abbattuto.
Solo dopo che l'ultimo fiume sarà stato avvelenato.
Solo dopo che l'ultimo pesce sarà stato catturato.
Soltanto allora scoprirai che il denaro non si mangia.




L’antica tribù degli indiani Cree tenacemente conserva le tradizioni e faticosamente le tramanda ai suoi giovani, spesso tentati dallo stile di vita consumistico e seduttivo dell’ambiente che li circonda.  I Cree sono uno dei più grandi gruppi di nativi americani in Nord America. Ci sono più di 135 tribù di questa etnia che vivono in Canada, con una popolazione totale, oggi, di circa 200.000 persone.

Nel secolo scorso una vecchia saggia della nazione indiana Cree, chiamata "Occhi di Fuoco", ebbe una visione del futuro.

Predisse che un giorno, a causa della cupidigia dell'uomo bianco o "Yo-ne-gi", la Terra sarebbe stata devastata ed inquinata, le foreste distrutte, gli uccelli caduti dal cielo, le acque annerite, il pesce avvelenato nei ruscelli, gli alberi non più presenti e l'Umanità, così come noi la conosciamo, avrebbe cessato di esistere.

Un tempo in cui i "Custodi della leggenda, delle storie, dei rituali della cultura, dei miti, e di tutte le Antiche Tradizioni Tribali" sarebbero stati necessari per restituirci la salute, rendendo di nuovo la Terra verde.

Essi sarebbero stati la chiave per la sopravvivenza del genere umano e indicati come i "Guerrieri dell'Arcobaleno". Sarebbe venuto il giorno del Risveglio, allorché l'intera compagine di tutte le tribù avrebbe formato un Nuovo Mondo di Giustizia, di Pace, di Libertà e il riconoscimento del Grande Spirito o Padre Celeste.

I "Guerrieri dell'Arcobaleno" avrebbero diffuso questi messaggi ed insegnato ai popoli della Terra, chiamati anche "Elohi". Avrebbero ammaestrato tutti sul modo di percorrere la "Via del Grande Spirito". Avrebbero detto loro come la gente si sia allontanata dall'Eterno: il vero motivo per cui oggi il pianeta si trovi "ammalato".

Gli stessi "Guerrieri" avrebbero annunciato come questo "Ineffabile Essere" (il Grande Spirito), sia colmo d'Amore e di comprensione, e suggerito come rendere la Terra bella di nuovo.

Essi avrebbero trasmesso i principi e le regole da seguire affinché le persone compissero il loro cammino luminoso unitamente al mondo.

Questi capisaldi sono quelli delle Antiche Tribù, e i "Guerrieri" mostreranno ai popoli le vecchie pratiche di Unità, Amore e Conoscenza. Insegneranno l'Armonia tra le popolazioni ai quattro angoli della Terra.

Come le ataviche tradizioni riportano, essi esporranno alle genti come pregare il Grande Spirito d'Amore che scorre simile ad un bellissimo torrente di montagna fluente verso l'oceano della vita. Ancora una volta, esse saranno capaci di percepire la gioia nella solitudine e nei consigli.

Le persone saranno libere dalle gelosie e in grado di amare tutti gli uomini come propri fratelli, indipendentemente dal colore, dalla razza o dalla religione. Sentiranno la felicità entrare nei loro cuori puri che irradieranno calore, comprensione e rispetto per ogni Essere, fondendosi con l'intera Umanità, con la Natura e il Padre Celeste.

Alimenteranno di nuovo la mente, il cuore, le anime, e gli atti con i pensieri più elevati. Cercheranno la bellezza del Maestro della Vita – il Grande Spirito! Troveranno la forza e la bellezza nella preghiera e nel silenzio rivelatore.

I loro figli potranno come una volta correre liberi e gioire dei tesori della Natura e di Madre Terra. Liberi dalla paura delle tossine e della distruzione provocate dall'uomo bianco o "Yo-ne-gi" e le sue azioni improntate all'avidità.

I fiumi scorreranno nuovamente limpidi, le foreste saranno lussureggianti e belle, gli animali e gli uccelli reintegrati. I poteri delle piante e della fauna saranno ancora rispettati e la conservazione di tutto ciò che è bello sarà diventato un normale modo di vivere.

I poveri, i malati e i bisognosi saranno curati dai loro fratelli e sorelle della Terra. Questi interventi torneranno ad essere una parte della loro vita quotidiana.

I capi dei popoli non saranno scelti alla vecchia maniera: per il loro partito politico o perché capaci di alzare maggiormente la voce, vantarsi di più, basarsi sul proprio nome o denigrare altri politicamente, ma risulteranno eletti per via delle loro opere che parleranno di più.

Solo coloro, infatti, che avranno agito con amore, saggezza e coraggio, dimostrando di attuare il lavoro per il bene di tutti, saranno nominati leader o capi; designati per le loro "qualità" e non per l'ammontare di denaro che avrebbero potuto ottenere.

Come gli "Antichi Capi Indiani" riflessivi e devoti, essi sapranno comprendere le popolazioni con lo stesso amore e discernimento con cui da giovani sono stati educati nel loro ambiente.

Essi mostreranno che i miracoli possono compiersi per guarire questo mondo dai suoi mali, e restituirgli la salute e la bellezza.

I compiti di questi "Guerrieri dell'Arcobaleno" saranno molteplici e grandi. Ci saranno terrificanti montagne di ignoranza da conquistare ed essi si confronteranno con pregiudizi ed odio.

Dovranno essere votati alla loro missione; incrollabili nel vigore, e forti d'animo. Troveranno dei cuori e delle menti disponibili che li seguiranno su questa strada di ritorno alla "Madre Terra" per la bellezza e l'abbondanza - una volta di più.

Quel giorno arriverà, non è molto lontano.

Sarà il tempo in cui constateremo come dobbiamo la nostra esistenza alle persone di ogni tribù che avranno conservato la loro cultura e il loro patrimonio, perché avranno mantenuto vivi i rituali, le storie, le leggende e i miti.

Sarà con questa Conoscenza, quella che essi hanno conservato, che potremo ancora tornare «all'Armonia» con la Natura, la Madre Terra e l'Umanità. Ed è con questa Consapevolezza che troveremo la singola "Chiave per la nostra sopravvivenza".

Questa è la storia dei "Guerrieri dell'Arcobaleno" (Il termine "Guerrieri dell'Arcobaleno" rappresenta emblematicamente le quattro razze colorate: rossa, gialla, nera e bianca che rispettivamente indicano la Terra-Est, l'Aria-Sud, l'Acqua-Ovest e il Fuoco-Nord).



Ecco, in fondo, anche io nel mio piccolo mi sento un pò guerriera.

venerdì 21 aprile 2017

Piccole fragole crescono


Le nuove piante hanno attecchito bene iniziando a produrre un sacco di frutti succosi e rossi.  Sono riuscita ad assaggiarne qualcuna ma adesso qualche animaletto mi sta fregando sui tempi. Non appena la fragola diventa matura zac! la rosicchia e la lascia lì. Almeno la mangiasse tutta!
Sulle povere fragole si vede proprio la forma dei dentini e della boccuccia, potrebbero essere arvicole o lucertole che i miei cari felini si divertono a cacciare e capirei la loro vendetta nei confronti dei miei amati frutti. Oppure potrebbe essere il porcospino che qualche sera fa passeggiava tra l'erba alta. Uccelli non credo, ma tutto potrebbe essere.
Se continua così sarò costretta a mettere una rete sulle fragole anche se vorrei evitarlo. Vediamo come va.


Ho notato che da quando le ho trapiantate alcune foglie diventano rossicce e poi seccano. Facendo una veloce ricerca di internet dovrebbe essere un comportamento normale dopo il trapianto. Mia premura è non bagnare mai le foglie quando le innaffio, ho letto da più parti che faccia male alle piante.
In questi giorni voglio aumentare la pacciamatura soprattutto introducendo aghi di pino, questi dovrebbero abbassare il ph del terreno creando un ambiente acido che le fragole prediligono. 


giovedì 20 aprile 2017

Piante selvatiche commestibili (parte 1)

 

Piove, piove e piove ancora. Le temperature si sono nuovamente abbassate. La primavera è terminata prima di iniziare. Per carità, la pioggia ci vuole, ma il freddo no.
Se non chiedo troppo desidererei un pò di pioggia durante la notte, poi caldo e sole durante il giorno ed una leggera brezza con temperature sui 26-27 gradi.
Chiedo troppo? :)

Anche lunedì di pasquetta la pioggia non ci ha dato tregua. E' stata una pasquetta alternativa: giornata passata da due amici, Stefania e Silverio, che hanno un'azienda agricola tra Andria e Castel del Monte, un posto stupendo e caratteristico della nostra Murgia. La giornata è stata allietata dalla presenza di Eleonora Matarrese, espertissima appassionata di erbe selvatiche commestibili.

(Eleonora Matarrese, foto dal web)

Ho apprezzato molto la sua voglia di farci conoscere ciò che ci circonda, ciò che cresce spontaneo nelle nostre terre e che i nostri nonni utilizzavano in mille mila modi diversi, dalla cucina alla medicina.
Originaria di Alberobello, vive in Lombardia in un bosco (non potrebbe essere altrimenti) e lavora nel suo ristorante PikNiq che si contraddistingue per la cucina a base di erbe, radici e cortecce spontanee.

Durante la giornata ho assaggiato alcuni cibi preparati da lei: dai tarallini al curry selvatico o quelli con fermentato di fico d'India agli involtini di verdure lactofermentate e avvolti in una pasta sfoglia sottilissima fatta con farina di riso basmati. Tutto semplicemente squisito e dal gusto unico.



Alcune sue preparazioni sono sul suo blog La cucina nel bosco, vi consiglio di visitarlo.

Ho imparato tanto da lei e l'ho seguita con molto interesse anche se memorizzare tutte le informazioni su usi, preparazioni e riconoscimento delle erbe che abbiamo ritrovato durante la passeggiata nel bosco non è facile.
Vediamo se facendo un riepilogo riesco a memorizzarle meglio, mi affido ad internet per ricercare alcune preparazioni culinarie.

Queste sono le piante che abbiamo trattato:



Cratægus monogyna (Biancospino comune)


 

Il suo nome scientifico deriva dal greco "kràtaigos" che significa "forza e robustezza", a causa della durezza del suo legno.
Il biancospino appartiene alla famiglia delle Rosacee ed è un eccellente regolatore dell'attività cardiaca. Frutti e fiori sono commestibili.
I frutti rossi venivano raccolti e macinati per ottenere una farina con cui si faceva il pane. Molte sono le preparazioni culinarie con i suoi fiori e frutti.

Decotto di frutti o fiori
Il decotto di frutti o l'infuso di fiori vengono impiegati nelle affezioni delle vie respiratorie, nelle infiammazioni delle mucose della bocca e delle gengive. Si può preparare facendo bollire in 1 litro di acqua, per 15 minuti circa, 100 gr. di frutti essiccati, lasciare raffreddare, filtrare e prenderne 2-3 tazze al giorno.

Vino medicinale
Mettere a macerare in un litro di vino bianco secco 50 gr. di fiori essiccati di biancospino e 100 gr. di vischio. Dopo una settimana, filtrare e conservare in una bottiglia di vetro. Prenderne un bicchierino prima dei pasti principali, oppure 5-6 cucchiai al giorno.

Marmellata di frutti
Si lavano le bacche di biancospino ( devono essere mature, color bordeaux) e si mettono in una pentola coperte di acqua. Si fanno bollire a fuoco medio per 30 minuti in modo che assorbano quasi tutto il liquido e diventino teneri. Con un colino di rete metallica a maglie fini, si estrae la polpa delle bacche schiacciando con un cucchiaio, per separarla dai semi. Si pesa il purè di biancospino e si mette in una pentola con lo zucchero di canna, il succo di 2 limoni e un pizzico di cannella.  Lo zucchero deve essere un po’ meno di un terzo del peso del purè. Si fa bollire a fuoco vivace mescolando continuamente. Dopo 5 minuti la marmellata è pronta.
La marmellata di biancospino, avendo un gusto neutro, si puo fare con tante varietà di frutta, spezie e erbe aromatiche. Va benissimo con la mela e la rosa canina e anche con lo zenzero.

(fonti: http://www.vallibergamasche.info/erbe/biancospino.html, http://www.agraria.org/coltivazioniforestali/biancospino.htm, http://labirosca.blogspot.it/2012/09/marmellata-di-biancospino.html)


Taraxacum officinale (chiamato tarassaco, soffione, dente di leone, piascialetto, cicoria selvatica, ingrassaporci, insalata dei porci e in altri millemila modi)

 


L'origine del suo nome sembra derivi dal persiano "erba amara" per il suo sapore decisamente amaro o dal greco "cura dei turbamenti" per le proprietà medicinali di cui è dotata (purificante del fegato e del sangue). Appartenente alla famiglia delle Asteracee, è una cicoria selvatica, erba perenne con radice a fittone, fusti fiorali cavi privi di foglie e fiori lingulati gialli.
Il pappo noto come 'soffione' è noto a tutti in quanto rappresenta il gioco di intere generazioni di bambini. (e anche io mi diverto a soffiarlo :P)
In cucina vengono usate le foglie crude in insalata (se fresche), o cotte in minestre, zuppe, torte salate, frittate, paste ripiene o misti di erbe. I capitolini ancora dischiusi sono utilizzati in salamoia o sott'aceto come capperi oppure sott'olio insieme alla prima parte di radice. Con i fiori si fa il miele o lo sciroppo e con le radici il caffè.

Caffè con le radici
Raccogliere le radici di Tarassaco, lavarle, tagliarle a pezzetti ed essiccarle al sole o al forno girandole ogni tanto. Sono considerate secche quando si spezzano facilmente. Tostarle al punto giusto e macinarle riducendole in una polvere non troppo sottile. Sarà un caffè gustoso e depurativo!

Capperi sott'aceto
Raccogliere un certo quantitativo di boccioli ancora chiusi di Tarassaco, lavarli e sbollentarli 1 minuto, scolarli, riporli in un vaso con aceto e un cucchiaino di sale ed uno di zucchero, infine chiudere ermeticamente. Saranno pronti dopo circa un mese.

Miele
Raccogliere 1 kg di fiori di tarassaco. Mettere i fiori in una pentola con tanta acqua fino a ricoprirli e far bollire per due minuti. Lasciar raffreddare poi passare al setaccio. Pesare succo e polpa ed aggiungere un uguale quantità di zucchero. Far cuocere a fuoco basso facendo evaporare il liquido (senza portarlo a ebollizione) fino a giusta consistenza avendo cura di mescolare in continuazione e di toglierlo dal fuoco di tanto in tanto quando necessario.
Invasare ermeticamente. E' un miele veramente eccezionale ottenuto senza sfruttare le api!

(fonti: http://cucinanatura.blogspot.it/2014/11/taraxacum-officinale.html)


Alla prossima puntata...

mercoledì 19 aprile 2017

Sognando pomodori


L'esperimento ha avuto inizio sabato mattina. Abbiamo regalato una casa più grande a quelle piccole piantine: pomodoro tondino di Barletta (succoso e adatto alla salsa) e ciliegino (consigliatoci per dare più sapore alla salsa).
Questo orticello racchiude al suo interno alcuni alberi di agrumi, intorno ai quali avevo seminato piselli nella speranza di ricordarmi di innnaffiarli. Con il sistema di irrigazione goccia a goccia non dovrò più preoccuparmi di loro.

Oltre ai pomodori abbiamo seminato due file con fagioli cannellini e mais dolce, tagete e calendula per i nematomi e basilico che a detta di qualcuno migliorerebbe il sapore dei pomodori.  Il sistema di irrigazione goccia a goccia è stato essenziale, con il terreno argilloso è indispensabile per non sprecare troppo tempo e acqua.
Nei prossimi giorni prevediamo di pacciamare con paglia le varie file e cartone per i camminatoi. La paglia ci aiuterà a non far evaporare l'acqua, proteggere il terreno dai raggi solari e degradandosi andrà a fornire maggior nutrimento alle giovani piantine.


Le file tutte storte e la larghezza variabile dei camminatoi faranno storcere il naso ai vicini più curiosi, ma tanto ormai ne ho fatta l'abitudine. ;P

Da quando abbiamo sistemato l'orto non fa altro che piovere e oggi ha anche grandinato, nei prossimi giorni è previsto un abbassamento delle temperature. Speriamo che le piccoline resistano. L'anno scorso la gelata di Aprile ha fermato la crescita dei pomodori per almeno un mese. Ormai credo che il periodo migliore per la messa a dimora sia Maggio, ma si sà l'ortolano è ansioso e convinto di essere sempre in ritardo.

Oggi ho letto un commento di una signora, dice che una pianta di pomodori porta sui 6-7 kg e per il suo fabbisogno ne bastano 3. Un veloce calcolo mentale mi ha portato a pensare che 300 piante potrebbero portare sui 1800 kg di pomodori. Se veramente dovesse essere così potrei lasciare immediatamente il lavoro. XD
Non so che tipo di pomodori coltivi lei, a me non ne hanno mai prodotti più di un paio, tuttavia sognare non costa nulla...

venerdì 14 aprile 2017

Esperimento estate 2017


Indovinate un pò di cosa si tratta? E' rosso, succoso e si presta a molte ricette.
No, non c'entra nulla con le fragole. La foto è solo per creare disorientamento all'interno del post. :P


La novità è questa: 16 m x 7 m di terreno x 32 m di fagioli borlotti e 330 piante di pomodoro da salsa.
Mi piace fare le cose in grande. :D

In realtà, tutto è nato così:
Amico> volevo affittare un terreno per coltivare i pomodori da salsa
Io> se vuoi puoi usare il mio terreno, li coltiviamo e facciamo la salsa insieme
Amico> si, bene, allora bastano 100 piante
Io> sicuro? per star sicuro ne prendiamo 200?
Risultato: 330 tra tondino di Barletta e ciliegino!

Domani mattina sveglia presto e procediamo con un'altra passata di motozappa, trapianto di pomodori, fagioli cannellini e qualche pianta di basilico, tagete e peperoncini sparsa quà e là.
Assolutamente necessari sono sistema di irrigazione goccia a goccia ed recinto (molto artigianale) per tenere lontano il mio cagnolone.

Riusciremo a fare la salsa quest'anno? La speranza e la buona volontà ci sono tutte.
  

giovedì 13 aprile 2017

Cercasi tempo

 
Le giornate si sono allungate, passo più tempo nell'orto, ma non mi basta mai. Conciliare lavoro, campagna, famiglia, animali, eventi e casa sta diventando difficile. Ogni giorno è una corsa continua contro il tempo. Io ce la metto tutta, organizzo ogni singola ora, ma a fine settimana sono stanca. L'unica cosa che non riesco a conciliare è il riposo. Spesso rinuncio a questo pur di riuscire a fare il resto, ma dopo inevitabilmente ne risento.



La campagna indubbiamente mi stanca, ma nel contempo mi rigenera.
Questo è un periodo impegnativo per l'ortolano, ma le soddisfazioni non mancano.
Ho messo a dimora i primi pomodori piccadilly, melanzane tonde, una miriade di insalate e tanto altro.




Quest'anno vorrei fare un altro tentativo con l'orto sinergico, anche se sono parecchio in ritardo con le lavorazioni dei bancali. Devo terminare due bancali e continuare trapianti e semine. Dopo dovrei pacciamare con paglia e frasche d'ulivo sminuzzate e montare il sistema di irrigazione goccia a goccia.


L'orto sinergico è composto da 4 bancali e mezzo e misura 50 mq. Ho dovuto smontare quello dell'anno passato perchè la gestione dei tubi di irrigazione era complessa e di difficile scalabilità. Confido nel fatto di non doverli toccare più. La progettazione non è mai stata il mio forte, ma in permacultura è la questione principale. La strada è ancora lunga, ma il mio approccio sta cambiando. 


Oltre a questo pezzo di orto, ho intenzione di riutilizzare un pezzetto più piccolo che quest'inverno ha ospitato fave e cavolfiori. E' un terreno terribile, argilloso, così duro che neanche la motozappa riesce a sollevare il terreno, ma credo che continuando a coltivarci e pacciamando con i residui delle colture potrei migliorarlo.
Penso che qui ci metterò zucche, angurie e meloni che hanno radici molto superficiali e cercherò di non far mancare l'acqua.

C'è un altro esperimento in ballo per l'estate 2017, ma ve ne parlerò nel prossimo post! :)