venerdì 31 marzo 2017
Caro cavolo
Non è bellissimo? Più bello di qualsiasi fiore, perfetto, sano, profumato e imponente.
Ho rimuginato a lungo prima di raccoglierlo, non è stato facile e mi è anche dispiaciuto.
Adesso non c'è più in quell'angolo di orto, al suo posto c'è un vuoto incolmabile.
Stamattina sono passata di lì e mi è mancato!
State pensando che sia pazza, vero? Si, per amare la natura e apprezzare ciò che ci regala bisogna essere folli.
E' qualcosa che ti scorre nelle vene, un desiderio più forte di te.. il contatto con la natura ti prende dentro in profondità e ti porta indietro nel tempo.. quando i ritmi erano più lenti, quando si viveva con poco e si apprezzavano le piccole cose.
Amare la natura ha un significato molto profondo, significa convivere con essa senza ostacolarla ed entrarci in punta di piedi come se fossimo ospiti.
Tutto è in perfetto equilibrio, la nostra intromissione può rompere questo equilibrio in bene o in male.
Rispettiamola sempre e ne trarremo solo benefici.
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Puglia, Italia
giovedì 30 marzo 2017
Fave prima di tutto
Un passo alla volta senza aver fretta e tutto può realizzarsi. Così ho iniziato con le fave.
Due anni fa ho provato con pochi semi, le piante sono cresciute sane, i pochi afidi diventavano pasto per le innumerevoli coccinelle e le fave erano grandi, sane e buone. Con pochissime cure ho ottenuto un buon raccolto.
Mi ricordo solo di aver fatto le buchette, messo i semi, aggiunto un pò di cenere di legna, tolto qualche erbetta troppo cresciuta e poi raccolto le fave. Molto semplice e con pochissima fatica.
Inoltre le fave hanno radici abbastanza superficiali, ne è una testimonianza il terreno-cemento dove le ho piantate.
Lo scorso autunno ho piantato il 70 % in più di semi, stesso procedimento e le piante sono più belle che mai. Quest'anno hanno subìto un pò la neve, qualcuna non è cresciuta bene, ma le altre sono alte, sanissime e belle.
Iniziano ad ingrossarsi i frutti, un altro mese e saranno pronte per la raccolta. Non vedo l'ora...
E' importante coltivare le fave nel proprio orto, così come tutte le leguminose, poichè le loro radici fungono da azoto-fissatori, sono capaci cioè di trasformare l’azoto molecolare contenuto nel terreno (e non direttamente assimilabile dalle colture) in azoto ammonico, quindi un buon concime per le piante successive.
Spesso infatti le fave o il favino vengono coltivati per consentire la pratica del sovescio.
Questa è sicuramente una buona pratica per preparare un terreno alle coltivazioni che richiedono una buona concimazione naturale.
Quindi VIVA LA FAVA!!!
Due anni fa ho provato con pochi semi, le piante sono cresciute sane, i pochi afidi diventavano pasto per le innumerevoli coccinelle e le fave erano grandi, sane e buone. Con pochissime cure ho ottenuto un buon raccolto.
Mi ricordo solo di aver fatto le buchette, messo i semi, aggiunto un pò di cenere di legna, tolto qualche erbetta troppo cresciuta e poi raccolto le fave. Molto semplice e con pochissima fatica.
Inoltre le fave hanno radici abbastanza superficiali, ne è una testimonianza il terreno-cemento dove le ho piantate.
Lo scorso autunno ho piantato il 70 % in più di semi, stesso procedimento e le piante sono più belle che mai. Quest'anno hanno subìto un pò la neve, qualcuna non è cresciuta bene, ma le altre sono alte, sanissime e belle.
Iniziano ad ingrossarsi i frutti, un altro mese e saranno pronte per la raccolta. Non vedo l'ora...
E' importante coltivare le fave nel proprio orto, così come tutte le leguminose, poichè le loro radici fungono da azoto-fissatori, sono capaci cioè di trasformare l’azoto molecolare contenuto nel terreno (e non direttamente assimilabile dalle colture) in azoto ammonico, quindi un buon concime per le piante successive.
Spesso infatti le fave o il favino vengono coltivati per consentire la pratica del sovescio.
Questa è sicuramente una buona pratica per preparare un terreno alle coltivazioni che richiedono una buona concimazione naturale.
Quindi VIVA LA FAVA!!!
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Puglia, Italia
mercoledì 29 marzo 2017
Quando non l'aspetti
Non so se vi è mai capitato di seminare qualcosa sapendo già di non vederne il frutto. A me capita sempre e penso che sia un modo per non illudermi rimanendo poi delusa. Così capita che una mattina passeggiando nell'orto vedi qualcosa di strano, un germoglio che non conosci... sai che non è gramigna, non sembra un'erba selvatica e ripercorri a ritroso cercando nella memoria tracce di eventuali semine fatte a naso.
Poi capita che semini qualcosa di inusuale per la prima volta e non sai che faccia abbia. Quindi ti appresti a fotografare il dolce germoglio e lo mostri ad uno dei tuoi amici ipotizzando qualcosa ed in quel momento scopri che SIIIII, è il TOPINAMBUR che hai piantato non ricordi quando e che è nato dopo booohh. XD
Una splendida sorpresa che unita alla stupenda e soleggiata giornata di oggi contribuirà alla mia felicità giornaliera.
Auguro anche a voi una lieta giornata <3
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Puglia, Italia
martedì 28 marzo 2017
Asparagi selvatici
La cosa bella del vivere in campagna è la raccolta delle erbe spontanee o in questo caso degli asparagi che non hanno assolutamente nulla di comparabile con quelli allevati.
Questo è il periodo che più mi piace, dopo il lunghissimo e freddo inverno di quest'anno, tutto appare ai miei occhi diverso, tutto splende di una luce nuova.
Passeggiando vedo la prima rucola timida e profumatissima, le cicorie di innumerevoli varietà, il tarassaco con i suoi caratteristici fiori gialli, gli asparagi nascosti ai piedi degli ulivi, la borragine con i suoi particolarissimi fiori blu, i sivoni che crescono un pò dappertutto.
Viene spontaneo raccogliere queste erbe e portarle a tavola, probabilmente per i nostri nonni era la normalità, ma per una ragazza cresciuta in città è qualcosa di entusiasmante.
E piano piano la mia alimentazione sta cambiando ed in modo del tutto naturale sta vertendo sui vegetali, abbandonando sempre più carne e pesce.
Mi sento meglio, sono più in forma, più attiva, più sgonfia e non sono solo io a notarlo, ma anche la mia metà.
E poi è meravigliosamente bello passeggiare a prima mattina nell'orto o nelle campagne vicine e scegliere cosa mangiare per cena o per il giorno dopo.
Ecco, oggi la natura mi ha offerto un bel mazzetto di asparagi ed un ottima cena.
La ricetta è semplice, preparate il brodo facendo bollire alcuni aromi in mezzo litro di acqua (cipolla, aglio, carota, pomodori, sedano, prezzemolo, sale, olio, pepe), intanto pulite gli asparagi e separate le teste, queste ultime le fate soffriggere in una pentola antiaderente con un trito di cipolla, mentre la restante parte la immergete nel brodo. Una volta che la cipolla si è ammorbidita fate tostare qualche manciata di riso carnaroli, sfumate con un goccio di vino bianco e lasciate cucinare pian piano aggiungendo il brodo. A fine cottura aggiungete gli asparagi tritati e a piacere del formaggio grattugiato.
mercoledì 15 marzo 2017
Solo io e loro
E' stimolante conoscere gente che ha i tuoi stessi interessi. In questi ultimi mesi ho conosciuto tanti ragazzi appassionati di natura e campagna, alcuni di loro sono riusciti a conciliare lavoro e passione, altri hanno piccoli appezzamenti e coltivano per passione, altri ancora vogliono imparare prima di mettere le mani nella terra.
Ciò che più mi ha stupito è stata la voglia di condividere le idee, lo scambio di informazioni e l'umiltà di molti. Cosa rara da incontrare.
Sto imparando molto e pian piano metto in pratica i vari suggerimenti.
Un amico si è offerto di seguirmi nella potatura degli ulivi, abbiamo organizzato una giornata dedicata alla potatura con il metodo policonico e mi è venuta la voglia di potare i miei ulivi.
Ho acquistato gli attrezzi per la potatura da terra e mi sto cimentando nell'impresa.
Può sembrare faticoso, un lungo lavoro, ma mi piace e mi sta dando tanta soddisfazione. Sono arrivata quasi a metà alberi, ho ancora due settimane per terminare e il tempo è veramente poco. Ma ce la farò!
Quello che ho imparato è che bisogna rispettare la natura cespugliosa dell'olivo e assecondare la sua forma, liberare l'interno per far entrare luce e aria e ottenere un equilibrio tra chioma e legno. Se ho sbagliato lo capirò nel tempo e avrò modo di correggere gli errori.
Detto così è molto semplice, ma spesso mi scontro con scelte che sono state fatte in passato dai precedenti potatori. Molti di loro sono abituati a capitozzare le branche o a rigenerarle di continuo. Quindi fanno crescere parallelamente alle branche primarie o secondarie alcuni succhioni per sostituirle.
Non condivido questa pratica soprattutto se non è motivata da reali problemi, es. branca esausta, rotta, malata.
Per questo ho scelto di occuparmi di loro, voglio conoscere ogni singolo ramo e capire anno per anno come rispondono alle mie cure.
Sono i miei compagni di viaggio in questa vita ed in quanto tali mi prenderò cura di loro.
Non concepisco la potatura come qualcosa di fastidioso o che si deve fare, ma come un rigeneramento o preparazione ad una rinascita. E' come se io stessa mi liberassi di ciò che non serve più per far posto al nuovo. E' una bella sensazione.
Poi stare a contatto con gli alberi, sentirne il profumo, scorgere il sole dopo averli alleggeriti sono momenti che rimangono dentro e che liberano la mente da tutto.
Solo io e loro e niente più.
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